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Produzione e mercato

Cosa accade nel mercato e nella produzione dei vini biologici, in Italia e all'estero: dati, notizie, statistiche.

La viticoltura biologica in Italia

L’evoluzione della coltivazione negli ultimi anni

La consistenza della coltivazione biologica della vite in Italia ha seguito, nelle linee fondamentali, l’andamento produttivo generale dell’agricoltura biologica. Dopo un decennio di crescita a ritmi molto elevati, a partire dall’approvazione della normativa europea nel 1991, negli ultimi anni si sta registrando una diminuzione delle superfici coltivate e delle aziende, anche per quanto riguarda la viticoltura.

Le superfici dei vigneti biologici hanno avuto una crescita costante dal 1994 fino al 2001, anno in cui sono comparsi i primi segnali di inversione di tendenze. Dai 3.759 ettari del 1994, infatti, si è arrivati nel 2001 a oltre 44.000 ettari complessivi, comprendenti anche le superfici in corso di conversione. Questo è stato il massimo storico toccato dalla coltivazione biologica della vite. Negli anni successivi c’è stato prima un brusco ridimensionamento (37.380 ettari nel 2002 e 31.709 nel 2003) e poi una sostanziale stasi.
Gli ultimi dati resi noti dal Ministero delle politiche agricole, aggiornati al 31-12-2004 (elaborazioni del Sinab sui dati forniti dagli Organismi di controllo), parlano di 31.170 ettari di vigneto biologico, con una piccola diminuzione della superficie totale (certificata ed in conversione) rispetto al 2003 (-539 ettari) e addirittura un piccolo aumento della superficie già certificata come biologica (+596 ettari).

Superficie coltivata a vite biologica in Italia,
in ettari (periodo 2000-2004)
(fonte: Ministero delle politiche agricole, Sinab)
Conversione Biologico Totale
31-12-2000 15.655 15.594 31.249
31-12-2001 22.368 21.807 44.175
31-12-2002 17.192 20.187 37.380
31-12-2003 11.439 20.271 31.709
31-12-2004 10.303 20.867 31.170

L’andamento delle superfici dei vigneti biologici in Italia va inquadrato all’interno dell’andamento generale della superficie biologica totale. Infatti, non è un caso che nel 2001 - anno di massimo storico della superficie vitata biologica - si sia toccato anche il massimo della superficie agricola biologica: 1,2 milioni di ettari, tutti di superficie biologica certificata, con un aumento di quasi 200.000 ettari rispetto al 2000. Dal 2001 è iniziato il lento ridimensionamento del settore, che nel 2004 è ritornato al di sotto del milione di ettari complessivo: 954.361 ettari.

I motivi dell’andamento negativo della superficie biologica, a partire dal 2001, sono stati in particolare tre:
  • la fine del periodo dei contributi per l’agricoltura biologica, previsti dai Psr (Piani di sviluppo rurale);
  • la crisi dei consumi legata alla crisi economica generale dell’Italia;
  • la mancata valorizzazione delle produzioni biologiche, in termini di prezzo all’origine, che ha indotto molte aziende ad abbandonare il biologico.

La situazione regionale

Per analizzare in dettaglio la ripartizione regionale della produzione viticola biologica, occorre fare riferimento ai più recenti dati disponibili, che sono quelli aggiornati al 31-12-2003. Su un totale di 31.709 ettari esiste, come negli anni precedenti, una netta prevalenza del Sud e delle Isole. Otto regioni, comprese Abruzzo e Molise, rappresentano la metà della superficie nazionale (circa 16.517 ettari).
Sei regioni concentrano in totale quasi il 70% delle superfici viticole biologiche:
  1. Sicilia 7.674 ettari
  2. Toscana 3.946
  3. Puglia 2.888
  4. Abruzzo 2.589
  5. Emilia R. 2.522
  6. Marche 2.245
La diminuzione delle superfici dal 2001 in poi ha determinato anche un netto riequilibrio territoriale. Alcune regioni, che avevano superfici molto elevate, sono diminuite più di altre: in particolare la Sicilia, arrivata nel 2001 a 14.837 ettari, pari a circa il 37% del totale nazionale, che ora vede la sua incidenza scendere al 24%, e l’Abruzzo.

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Pier Francesco Lisi • c/o Grafopoli - 00179 Roma ITALY • info@ilvinobiologico.it
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