L’opzione vegetariana è sempre più diffusa nelle società occidentali, mentre nei paesi più poveri resta una scelta obbligata a causa della povertà. Solo in Italia i vegetariani sono circa sei milioni (fonte: Eurispes 2006 su dati AC Nielsen 2004). Di questi, circa 600mila sono vegani (per sapere cosa sono i vegani puoi leggere qui).
Per i vegetariani anche il vino può provocare problemi, legati ad alcune sostanze utilizzate in cantina durante la produzione. Queste sostanze di origine animale possono restare in tracce nel vino; inoltre possono creare allergie ai soggetti sensibili.
Spiegare se un vino è adatto ai vegetariani può essere quindi un’indicazione utile a una fascia crescente di consumatori; in alcuni paesi è già un’abitudine.
È il caso della Nuova Zelanda. The Real Wine Co. è un sito che vende on line vini biologici e biodinamici di vari paesi del mondo (purtroppo, non dall’Italia).
Per ogni vino viene specificato se è adatto ai vegetariani e/o ai vegani. È anche possibile cercare i vini adatti a questi due segmenti.
Le sostanza da evitare nella produzione dei vini adatti ai vegetariani sono soprattutto le colle proteiche, come:
In realtà, va precisato che i primi due prodotti (derivati dal latte e dalle uova) sono accettati dai vegetariani ma non dai vegani.
Da notare anche che il lisozima, sostanza sempre più utilizzata in enologia e il cui uso è ancora in discussione per il vino biologico, viene attualmente estratto dall’albume d’uovo, per cui è da ritenere che, almeno per i vegani, sia da escludere.
Le alternative in cantina sono comunque tante, dalla bentonite e dai carboni vegetali alle proteine vegetali.